In una lettera inviata a Putin ed al capo del Servizio Federale delle Dogane,gli undici maggiori importatori di bevande alcoliche chiedono al primo ministro Vladimir Putin di rinviare di sei mesi l'entrata in vigore delle norme dell'Unione doganale, in base alle quali non è piu' possibile importare vino in maniera autonoma dagli altri prodotti alcolici.
In caso contrario,avvertono gli importatori, in Russia si creeranno òe condizioni per il ripetersi della crisi dell' alcool avvenuta nel 2006. Ricordiamo che dal 1 Gennaio 2010 è entrato in vigore l'accordo dei paesi partecipanti alla nuova Unione doganale sulle norme comuni per le concessione di licenze in materia di commercio estero e dell'elenco dei prodotti la cui importazione richiede una licenza. "In conformità con i nuovi dettami della unione doganale (EuRaseC) ora necessitano di licenza di importazione, non solo le bevande alcoliche distillate, come prima, ma adesso anche il vino, "creando agli importatori notevoli problemi" spiega il funzionario del ministero dello Sviluppo Economico.Il 25 dicembre il vice capo (Sergei Shokhin) del servizio federale doganale ha inviato una lettera in cui ha ordinato a tutti i posti doganali dal 1° gennaio di richiedere l'esibizione da parte degli importatori della nuova licenza d'importazione. La pratica di sdoganamento del vino da parte della dogana russa a far data dal 11 Gennaio (fine delle festività russe) risulta completamente bloccato in quanto nessun importatore è a tutt'oggi, in possesso delle nuove licenze. Le licenze commenta Sergey Minaev dovevano essere rilasciate a far data dal 1 Gennaio del nuovo anno ma le autorità competenti hanno iniziato ad accettare le domande solo dalla settimana scorsa ed in piu' nei moduli risultano cambiamenti rispetto a quelli precedentemente compilati dagli stessi importatori ,quindi ,verosimilmente, molte domande dovranno essere ripresentate con ulteriore allungamento dei tempi. Gli Importatori hanno chiesto a Putin di ripianificare l'ingresso delle nuove regole per luglio 2010 e di revocare la lettera Shokhin. La mancanza di un periodo di transizione ed il ritardo del rilascio delle nuove licenze "porterà inevitabilmente ad una mancanza di bevande alcoliche importate in negozi e ristoranti", avvertono gli autori della lettera. I Problemi comincieranno già a febbraio,problemi con i fornitori ma anche ulteriori perdite per il bilancio dello stato, perché ricorda lo scrivente, gli importatori pagano le tasse e dazi doganali. Il portavoce del primo ministro Dmitry Peskov non ha commentato la lettera, in quanto dichiara di non aver ancora ricevuto niente da parte del governo. Il capo dell'Unione delle imprese produttori ed importatori alcoli, Vadim Drobiz, spiega che questa situazione ha colpito non solo gli importatori, ma anche i produttori della Russia: ad oggi il 70% del vino per i vini e il 100% per il vino spumante proviene dall'estero. Secondo una sua stima, la perdita sarà non meno di 300 milioni dollari. tradotto da materiali vedemosti


