Introducendo l'ordine del giorno, il compito principale delle dogane e della politica tariffaria sarà per i prossimi tre anni: " stabilire una data per l'adeguamento delle misure anti-crisi nel settore doganale tariffario. Non c'è bisogno di affrettarsi, ma anche di mantenere tali tariffe elevate, se non c’è più ragione della loro introduzione proseguire sarebbe sbagliato ". Secondo il capo della commissione tale pratica "può portare ad una stagnazione tecnologica, l'abuso di posizione dominanti sul mercato, e quindi prezzi più elevati." Putin ha osservato che il livello medio dei dazi all'importazione è in calo passando dal 11,5% 2008, al 10,6% nel 2009, nel 2010 si presume che dazi e tasse saranno al livello del 10,15%.La politica di protezionismo in alcuni settori ", dovrebbe essere accompagnata da un aggiustamento “fine! delle tariffe, utilizzando tutti gli strumenti disponibili per raggiungere uno sviluppo sostenibile ed una diversificazione dell'economia russa, che passa per lo sviluppo delle industrie moderne, compreso l'uso della tecnologia occidentale." E questo è definito dal Premier come uno tra i compiti della dogana e la regolamentazione tariffaria.
Allo stesso tempo, il Premier ha ricordato che lo scorso anno "anche in tempi di crisi, nonostante il contesto sfavorevole esterno, i proventi della riscossione di tasse da parte delle dogane sono stati pari a 2,5 mille miliardi di rubli. Cioè, il 34% dei ricavi del Tesoro federale." Ma le autorità doganali non devono dimenticare che il sistema tariffario doganale e è non solo uno strumento di ricostituzione economica ma è e deve essere ( parole di Putin)" uno strumento importante per migliorare la competitività dell'economia russa e la sua effettiva integrazione nell'economia globale". Putin ha inoltre ricordato ai propri ministri che ormai le decisioni e le azioni nel quadro della politica doganale e tariffaria devono essere coordinate con i colleghi bielorussi e kazaki.Il giorno prima , una fonte governativa ha dichiarato che il governo prevede di abrogare tutti gli aumenti delle tasse alle importazioni e ridurre quelle all'esportazione che sono state introdotte come parte della gestione delle crisi al fine di sostenere i produttori nazionali. La prima misura che dovrebbe poter essere attuata riguarda le importazioni di auto nuove (un ritorno a livelli pre-crisi del 25% di dazio, anziché l'attuale 30%) È stato anche suggerito di modificare i termini di riscossione di dazi sulle macchine agricole importate - ora è del 15%, con non meno di 120 euro per un kilowatt di potenza del motore.


